Un "consiglio" che può rivelarsi catastrofico

Un paio di giorni fa, durante un colloquio telefonico con il nostro corrispondente negli Emirati Arabi, per parlare del turismo che verrà,
mi giunge una soffiata che ha dell' incredibile, soprattutto perché i protagonisti sono degli agenti di viaggio.
Durante la conversazione, con tono sarcastico ad un certo punto mi dice:

"Tu non mandi qualche cliente a Dubai per le feste?"
Subito ho pensato solamente che scherzasse, o magari non avevo afferrato bene il suo inglese arabizzato.
Anche perché sono vietati i viaggi per turismo verso i paesi extra UE, sia  in uscita dall'Italia ed anche in entrata negli Emirati.
Inoltre, durante le feste, sono molto improbabili gli spostamenti per lavoro.
Dopo la battuta, però,  mi confida l'inaspettata verità:
"No no, io non sto scherzando. Non so se sei al corrente che ci sono alcuni tuoi  "colleghi" che producono inviti fasulli ai loro clienti, per motivare l'uscita dall'Italia e l'ingresso negli Emirati, facendoli passare per trasferte lavorative"
Non ci potevo credere!
Certo, si tratterà sicuramente di un numero piccolo di persone (almeno si spera) disposte a viaggiare eludendo delle regole, accettando questi giochini ma non è questo il punto...
Come può un professionista o presunto tale, ingannare le regole e mettere a rischio un cliente e lui stesso? E' uno stupido!
Se lo fa una persona per proprio conto, mette a rischio solo se stesso, magari perché non ha ben chiaro cosa rischia, non conosce le regole o non le ha comprese e magari si fida di persone che non conosce, non hanno nessuna competenza in materia e peraltro non hanno nessun interesse sul destino di quella persona.
Basta leggere i commenti  su alcuni gruppi Facebook, per rendersi conto delle idiozie che molte volte corrono sul web.
Qui sotto, un esempio di una conversazione di pochi giorni fa con tema Emirati Arabi:

si parte con "l'interessata" ma che cerca rassicurazioni per la sua imminente trasferta a Dubai, ed incontra per caso il facilone di turno, laureato all'Università di Facebook, che propone la sua soluzione veloce e senza fronzoli:

la discussione continua in maniera appassionata e attira adepti interessati  e pronti al richiamo dei propri parenti nelle terre del petrolio :)

ma ad un tratto si inseriscono due guastafeste iettatori :) cercando di riportare la folla al ragionamento e prospettando scenari apocalittici mai presi in considerazione

Come si può vedere, è molto facile rischiare di ritrovarsi per le mani consigli pessimi e prenderli per oro colato, specialmente quando non si conoscono i reali rischi.

Ed in questo caso non c'è nessuno con cui prendersela. Si è responsabili per se stessi.
Ma un conto sono i discorsi creativi di un gruppo facebook, altra cosa è se il "consiglio" o il malaffare viene proposto da un "professionista".
Perché oltre a mettere in condizioni di pericolo il cliente, lui stesso si pone in una condizione di pericolo.
In caso di mancato imbarco o volo cancellato, chi paga?
Nel caso il suo cliente avesse bisogno di una visita o si trovasse coinvolto in un incidente e l'assicurazione scopre che non doveva essere li, non tirerà fuori un centesimo. Chi pagherà il conto?
L'organizzatore è lui ed oggettivamente responsabile e penalmente perseguibile.
Una volta Umberto Eco disse:
"Lo stupido è insidiosissimo. 
L'imbecille lo riconosci subito, è quello che dice la cosa sbagliata al momento sbagliato, mentre lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale".
Difatti, ci possono essere buoni "assemblatori" di viaggi, ma se gli stessi non conoscono o non sanno evitare o domare i rischi che si possono presentare, ma anzi li alimentano con espedienti truffaldini, difatti, sono più pericolosi del fai da te. 

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